San Felice Circeo, Giugno 2016

Buganvillee

Così sono giunto alla città sul mare

levigata di bianco, le tre del pomeriggio.

 

Strade al sole deserte case aperte al vento

e buganvillee ridenti come ragazze a braccetto

che mi danno la vertigine di bocche carminie.

 

Le finestre conservano la frescura delle stanze

e le tende ai balconi all’ombra degli architravi

attendono mollemente il sospiro del vento.

 

Io mi porto dentro l’umidore dei boschi

il verde cupo dell’erba dove ho trascorso le notti

sognando una città bianca sul mare

 

e le braccia fiorite delle buganvillee.

  1. Cesare Cacciavillani Motta scrive:

    Ricca di fervore, la poesia Buganvillee di Marcello Comitini denota una innegabile purezza perché nasce dalla sua anima. Una poesia che si realizza, con chiarezza e concisione, mediante la sua azione creativa privilegiando i valori della spontaneità e della fantasia. L’arte poetica di Marcello Comitini è fatta di sincerità, di equilibrio, di armonia. Essa in sostanza è la vitale emanazione del suo spirito. Un poeta che non è un malinconico da salotto, il quale prova gioia e soddisfazione nello scrivere versi che prodigiosamente si rivelano di delicata suggestione. Cesare Cacciavillani Motta
    18 Giugno 2016

  2. antonio sereno scrive:

    50 anni fa, Otranto, le case e gli ulivi, il mare e un tempo che non c’è più.
    Non dico altro ma la tua capacità evocativa è grande.

  3. paola pdr scrive:

    Un luogo dove tornare anche solo per un breve appuntamento alle tre del pomeriggio.
    Per poco, pur di abbracciare con lo sguardo quel vissuto mai spento nel proprio intimo: giovinezza, bellezza, sole.
    Per alleviare troppe attese vissute all’ombra, di nascosto, invece di dormire.

  4. giuliana scrive:

    Ancora un “piccolo” grande capolavoro.
    Una schiusa che è un approdo, un ritorno, uno scavo nella mente e nell’animo, e una ripartenza. Basterebbe l’incipit, quei versi scolpiti nel marmo del tempo a proiettare il fruitore nel momento della “controra” che, per chi è originario del Sud, rappresenta la passione, la sonnolenza, il sogno, l’eros.
    Qualcuno ha letto purezza nei versi e fantasia. Io vi leggo un erotismo travolgente (le tre del pomeriggio, le case aperte al vento, la vertigine di bocche vermiglie, la frescura delle stanze, l’umidore dei boschi, quel mollemente), un sentimento sotteso di pienezza che si cela nell’anelito all’ombra che stemperi l’arsura dell’ora, che si completi nel rifugio di quelle braccia fiorite, unica nota di colore nel bianco accecante della città sul mare.
    Ancora un grazie per quanto doni a tutti noi.

Scrivi un commento