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	<title>Commenti a: Abbiamo sempre bisogno di credere</title>
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	<description>Il sito del poeta Marcello Comitini</description>
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		<title>Di: paola pdr</title>
		<link>https://www.terracolorata.com/abbiamo-sempre-bisogno-di-credere/#comment-82344</link>
		<dc:creator>paola pdr</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2015 15:45:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dov&#039;è la strada per riappropriarmi di quella luce e pienezza che mi rifaccia sentire arrivato e non un sonnambulo che vaga in compagnia di cieli con foschi presagi?
Voglio credere che ci sia una continuità a quell&#039;abito indossato, amato e smesso, che fa ancora copolino nei miei ricordi, per i suoi colori &quot;vivi&quot; e mai dimenticati. 
E mentre tutto mi appare così illusorio, s&#039;apre un varco: è tutto qui dentro, dentro questo buio interiore che devo cercare spalancando le finestre delle mie contradditorie intenzioni.
Il vento sta cambiando....ne ho appena percepito il soffio.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dov&#8217;è la strada per riappropriarmi di quella luce e pienezza che mi rifaccia sentire arrivato e non un sonnambulo che vaga in compagnia di cieli con foschi presagi?<br />
Voglio credere che ci sia una continuità a quell&#8217;abito indossato, amato e smesso, che fa ancora copolino nei miei ricordi, per i suoi colori &#8220;vivi&#8221; e mai dimenticati.<br />
E mentre tutto mi appare così illusorio, s&#8217;apre un varco: è tutto qui dentro, dentro questo buio interiore che devo cercare spalancando le finestre delle mie contradditorie intenzioni.<br />
Il vento sta cambiando&#8230;.ne ho appena percepito il soffio.</p>
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		<title>Di: giuliana</title>
		<link>https://www.terracolorata.com/abbiamo-sempre-bisogno-di-credere/#comment-82256</link>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2015 14:34:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[in questa ennesima profondissima poesia Marcello esprime un bisogno antico quanto il nostro apparire sulla scena della vita: quello di credere in qualcosa che dia un senso alla nostra esistenza, che ci conforti e supporti quando ci sentiamo soli e timorosi &quot;nel buio del bosco&quot;, &quot;nell&#039;armadio cigolante&quot;, &quot;nelle stanze&quot; che ci imprigionano, Ma questo bisogno antico si ripete in ogni istante della nostra &quot;giornata&quot;. E&#039; insito in noi: è il bisogno di credere , di sollevarci oltre il materialismo e la quotidianità  che non possono appagarci; è l&#039;anelito all&#039;infinito.
Nel momento in cui ci sentiamo prede prese di mira dai corvi o inciampiamo nella polvere di inutili parole, quando il dolore dilania il nostro corpo ci chiediamo: credere in cosa? in chi?
Non è ora di illusioni, sembra suggerire il Tempo, non serve avanzare alla cieca. Non è tempo di mutamenti o di speranze ingannevoli. E&#039; solo provocato da una porta che sbatte quel rumore che ci ostiniamo a scambiare per un ospite venuto a liberarci, a guidarci verso una luce lontana che soddisfi il nostro eterno bisogno di credere.
il poeta ha reso questo concetto ( che credo di aver interpretato in modo corretto) con una sequenza di splendide immagini in un alternarsi di spazi chiusi e aperti, in un dilemmatico scontro dell&#039;uomo tra illusione e realtà, tra ombre e luci in un pathos che, pur nell&#039;amaro disincanto, non diventa mai disperazione.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in questa ennesima profondissima poesia Marcello esprime un bisogno antico quanto il nostro apparire sulla scena della vita: quello di credere in qualcosa che dia un senso alla nostra esistenza, che ci conforti e supporti quando ci sentiamo soli e timorosi &#8220;nel buio del bosco&#8221;, &#8220;nell&#8217;armadio cigolante&#8221;, &#8220;nelle stanze&#8221; che ci imprigionano, Ma questo bisogno antico si ripete in ogni istante della nostra &#8220;giornata&#8221;. E&#8217; insito in noi: è il bisogno di credere , di sollevarci oltre il materialismo e la quotidianità  che non possono appagarci; è l&#8217;anelito all&#8217;infinito.<br />
Nel momento in cui ci sentiamo prede prese di mira dai corvi o inciampiamo nella polvere di inutili parole, quando il dolore dilania il nostro corpo ci chiediamo: credere in cosa? in chi?<br />
Non è ora di illusioni, sembra suggerire il Tempo, non serve avanzare alla cieca. Non è tempo di mutamenti o di speranze ingannevoli. E&#8217; solo provocato da una porta che sbatte quel rumore che ci ostiniamo a scambiare per un ospite venuto a liberarci, a guidarci verso una luce lontana che soddisfi il nostro eterno bisogno di credere.<br />
il poeta ha reso questo concetto ( che credo di aver interpretato in modo corretto) con una sequenza di splendide immagini in un alternarsi di spazi chiusi e aperti, in un dilemmatico scontro dell&#8217;uomo tra illusione e realtà, tra ombre e luci in un pathos che, pur nell&#8217;amaro disincanto, non diventa mai disperazione.</p>
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