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	<title>Terra Colorata &#187; balcone</title>
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	<description>Il sito del poeta Marcello Comitini</description>
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		<title>Mare di Sicilia</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jul 2017 10:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Comitini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prose]]></category>
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Che mi fa apparire come se mi fossi chiuso a riccio, 
a riccio di mare, nero e lucido che muove i suoi aculei... 
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ti chiudi a riccio – mi dicono</p>
<p>A volte – e chissà quante volte l’ho detto, rispondendo – non ho nulla dentro il cervello.</p>
<p>Il vuoto.</p>
<p>Che mi fa apparire come se mi fossi chiuso a riccio, a riccio di mare, nero e lucido che muove i suoi aculei come fossero mille tentacoli rigidi in cerca della preda o mille braccia tese ad allontanare chi mi vorrebbe stare accanto.</p>
<p>In fondo penso che ci sono momenti in cui il pescivendolo sotto casa è più ricco di pensieri di me: gli sono arrivate le triglie fresche che profumano di mare, il tonno che ha versato sangue prima di morire, il polipo che ha cercato disperatamente una via di fuga con il terrore negli occhi e ancora brancola cieco dentro la nassa.</p>
<p>(non ci sono pescivendoli sotto casa, anzi non c’è nulla sotto casa. C’era prima di lasciare la Sicilia, c’era e stava sotto il balcone di quella casa nell&#8217;infanzia e nella giovinezza).</p>
<p>Come vedi – avrei dovuto rispondere – oggi sogno il mare, il mare vivo di vita della Sicilia.</p>
<p>Sono cose di cui posso fare a meno – mi dico -. Vivo ugualmente e benissimo, ma tornano nel cuore a tradimento. E allora mi viene da piangere mentre sento che il sole va tramontando e si porta appresso tutte le speranze. Ne rimane una: quella di vivere il meno peggio possibile. Che poi è quella che davvero non riesco a realizzare.</p>
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