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	<title>Terra Colorata &#187; Jean Mambrino</title>
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	<description>Il sito del poeta Marcello Comitini</description>
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		<title>Jean Mambrino</title>
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		<comments>https://www.terracolorata.com/jean-mambrino/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2013 10:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Comitini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Arfuyen]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Mambrino]]></category>

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		<description><![CDATA[Se tutto l’irraggiamento del mondo sorge dalla notte, 
l’oro delle creature trae la sua origine dall’ombra, 
da dove emana tuttavia un misterioso bagliore.
(Jean Mambrino, dalla prefazione all'opera, traduzione di Marcello Comitini)
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro poesie tratte dal volume &#8220;La Pénombre de l&#8217;or&#8221;, edito da Arfuyen, Parigi, 2002</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1</p>
<p>Ariel e Caliban</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I giardini irrorati da un’acqua di luce</p>
<p>inventano tavolozze ebre di colori</p>
<p>sparsi nell’aria. Vivono i semi qui, i</p>
<p>maturi, divenuti carne di freschezza, frutti giunti</p>
<p>d’altrove, carezzati dalla brezza in cui si avvolgono</p>
<p>gli uccelli, forse degli angeli quasi</p>
<p>visibili, le piume conservano i riflessi</p>
<p>di soli d’argento. Le larve scivolano anche</p>
<p>tra le radici di alberi e di rose.</p>
<p>Così si ricompone un’armonia che bagna</p>
<p>l’affinità di tutti i regni. Là si legano</p>
<p>Ariel e Caliban. Ciò che muore e si dona,</p>
<p>s’abbandona a ciò che in lei osa adorare</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2</p>
<p>Il sorriso</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una piccola testuggine dardeggiando la testa</p>
<p>può condurci verso l’allegria o la bontà.</p>
<p>Si arresta ritraendosi e due gazze cianciano</p>
<p>su cosa non sapremo mai.</p>
<p>Il bambino ammira uno scarabeo: è tutto lo spazio</p>
<p>decorato dalle sue chele. Bisogna rileggere</p>
<p>la grande pagina sfavillante che negli occhi</p>
<p>aperti è una miniatura. Un sorriso</p>
<p>è la fonte del testo che nasconde la fonte</p>
<p>a cui non cessano di attingere narrando</p>
<p>il fanciullo le gazze lo scarabeo, sullo sfondo</p>
<p>dei cieli, e la testuggine che claudica e annuisce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3</p>
<p>Metamorfosi</p>
<p>In punta alle foglie del pioppo bianco</p>
<p>scintilla la stessa esuberanza dell’aria</p>
<p>che le ballerine<a title="" href="file:///C:/Users/Marcello/Documents/Mambrino%20Poesie.docx#_ftn1">[1]</a> cinguettanti sbriciolano</p>
<p>per ingannare i moscerini del ruscello.</p>
<p>La metamorfosi inizia dal basso verso l’alto.</p>
<p>La brezza acquosa del lago trasmette il suo sospiro</p>
<p>sereno, immagine di un istante superato.</p>
<p>Il tempo avanza di soppiatto, riattraversa</p>
<p>i ricordi della bellezza in cui tutto fugge,</p>
<p>e tuttavia a ciascuno proibisce d’andar via.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4</p>
<p>Pervinca</p>
<p>Da dove giunge la sovrabbondanza della pervinca</p>
<p>che sporge verso noi la sua timidezza? È a lei</p>
<p>sconosciuta la sua gioia, la riceve da</p>
<p>una qualsiasi stella, nascosta nel vuoto della moltitudine.</p>
<p>Questo scarto colma in lei l’immagine della loro</p>
<p>complicità. Passa dal nostro cuore</p>
<p>che congiunge ad ogni istante il finito</p>
<p>e l’infinito con lo specchio del tempo-luce</p>
<p>dove si perde rinascendo nel suo sguardo.</p>
<p>Ma il raggio inesauribile degli occhi</p>
<p>da dove viene quando carne e cieli labili</p>
<p>non lo trovano più in fondo alla memoria?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>13</p>
<p>Il vecchio narratore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vicino al pozzo il secchio vuoto e sonoro contiene</p>
<p>ancora il ricordo di tutta l’acqua vivente</p>
<p>che ha nutrito piante e fiori nel giardino.</p>
<p>Così nella memoria il vecchio narratore conserva</p>
<p>l’oblio di favole che mai più narrerà</p>
<p>ai fanciulli. Cieco e vedente. I libri sono</p>
<p>come un vino che inebria senza essere bevuto</p>
<p>al solo respiro del loro profumo smarrito. Intanto lacera</p>
<p>un altro la guaina aderente del farro</p>
<p>e senza fine disperde ciò che il seme contiene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>18</p>
<p>L’occhio di Timoteo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni esile foglia della quercia che ha solo</p>
<p>trecento anni eppure incarna il ricordo</p>
<p>d’Abramo, contiene l’enorme tronco</p>
<p>i rami torti e la chioma del fogliame</p>
<p>a cui si confonde, nelle notti estive,</p>
<p>un favoloso concilio di costellazioni.</p>
<p>Così l’occhio di un fanciullo (chiamiamolo Timoteo)</p>
<p>richiama le profondità dei cieli, scivolando</p>
<p>sul suo cartone in basso alla discesa che poi</p>
<p>rimonta per ricominciare nella gioia</p>
<p>d’essere vivente e così agile nello sforzo.</p>
<p>Il suo cervello quasi non più grosso di quindici o venti noci,</p>
<p>colmo d’amore, più della via lattea è denso e pesante</p>
<p>più degli sconfinati mondi non conosciuti ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><br clear="all" /></p>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div>
<p><a title="" href="file:///C:/Users/Marcello/Documents/Mambrino%20Poesie.docx#_ftnref1">[1]</a> Bergeronnette : ballerina, uccello detto anche cutrettola che abita vicino i corsi d’acqua e si nutre dei moscerini  che vi volano intorno.</p>
</div>
</div>
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