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	<title>Terra Colorata &#187; orologio</title>
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	<description>Il sito del poeta Marcello Comitini</description>
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		<title>Per capire il tempo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2016 12:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Comitini</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Hai rallentato i tuoi passi mentre sotto la doccia mi regalo ogni mattina questo piccolo spazio di vetri e di piastrelle lucide, nell’illusione di fuggire. Tu, appeso fuori alla parete proprio sopra lo specchio dove rivedrò il mio viso. Tu in solitudine consumi le tue ore e le mie, in attesa di uno sguardo che ti renda consapevole del tuo scandire il tempo con il rigore della goccia che scivola giù dalla pietra.  Scivola e corrode l’incavo della roccia che l’accoglie come un viso colmo di lacrime che attende baci di labbra sconosciute e amate. Baci che all’infinito mai cesseranno.</p>
<p>Hai rallentato il passo. Un bambino davanti allo specchio scopre il suo corpo e dimentica lo sguardo dolce della madre, dimentica i sorrisi della sorella che lo indispettiscono e lo sfidano. Vorrebbe essere un uomo. Davanti a se stesso fa roca la sua voce come quella del padre. Ha inghiottito il fiato, lo trattiene a lungo, allarga il petto, lo vorrebbe vasto come la piazza deserta su cui corre con i pattini per raggiungere il sogno d’essere adulto.</p>
<p>Hai rallentato il passo e mi regali ore a mia insaputa mentre sulla pelle l’acqua tiepida scorre come dita affusolate o esili fili d’erba di quand’ero adolescente. Cercavo nel cielo un segnale, anche solo una carezza e mi stendevo sui prati. Accoglievo la rugiada tra le gambe, sul petto, sulla schiena, tra i capelli. Le mie mani scorrevano alla cieca sull’erba spettinata, a tentoni cercavano la pelle calda dei sassi, la punta tenera di un germoglio che fora la terra, donando luce al buio e a me il senso del futuro senza saperlo</p>
<p>E quando arresto lo scroscio del torrente ed esco dalla gabbia d’acqua, eccomi come fossi giovane. Una luce mi si pone a fianco nello specchio. È lei che mi sfiora con i suoi lunghi capelli e tocca le mie tempie con le labbra. Si apre il vestito. La pelle del suo corpo ha il tepore del sasso e gocce simili alla rugiada la percorrono scendendo sino al pube e lungo le gambe. Nessun incavo le raccoglie, nessuna pietra si consuma. Le mie mani a tentoni la cercano.</p>
<p>Il suo nome ha il suono simile allo scrosciare limpido dell’acqua?</p>
<p>Alzando gli occhi al di sopra dello specchio, vedo le lancette immobili nell’illusione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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