Klimt

Ritratto di signora

Hai indossato i tacchi alti ravviati
i capelli lisciate le pieghe
della tua gonna lungo i fianchi.
Sei pronta.
Tieni in mano le chiavi dell’auto.
Pronta
per andare incontro al nuovo giorno
lasciare
queste stanze nel silenzio.
Apri la porta.
Di sfuggita vedi nello specchio
la tua immagine.
Ti arresti sorpresa
nel vedere sul tuo volto
svaniti gli anni dell’adolescenza.
Sei sempre tu
o un’altra ha preso posto nel tuo corpo?
Il tuo respiro si fa lento e debole.
Dove sono
gli anni quando i tuoi seni si offrivano
alle carezze del tuo primo amore
come seta sulla seta?
Torni a chiudere la porta.
Non riesci più ad uscire. Sogni
un uomo che ancora ti dichiari
che sei bella guardandoti
che ti dica
che la vita da domani
sarà diversa più vera
di certi romanzi
dove la realtà
è travolgente e sa donare
ai gesti di ogni giorno
il profumo malinconico dei ricordi.

Adesso senti dentro il petto come un dolore.
Nella tua memoria
il pezzo mancante tra l’adolescenza e questo dolore

  1. paola scrive:

    E’ morto il sogno. Anche se si continua a chiamarlo a gran voce…ma quello non risponde!
    Dopo un adeguato funerale, si può passare ad altro.
    Purtroppo i sogni, nonostante il mondo sia tanto inquinato, vivono a lungo e ci lasciano mal volentieri.
    Il pezzo mancante è il risveglio, che appunto fa soffrire perchè ci chiede di accettare la realtà per quella che è.
    I poeti conoscono i desideri e i sogni e li chiamano con parole sempre differenti, perchè sembrino sempre diversi. Ma sono sempre quelli, filibustieri e accattivanti, ma sogni e basta.

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