Emil Nnolde, Half moon over the sea

Alla Luna

Oh, vergine silenziosa ancora
dove la mia ragione non arriva,
peregrina su sassi aguzzi
su alta sabbia e sterpi
ancora vaga di mirar queste valli
e la misera fierezza delle città
non vedo nel tuo sembiante
ombra fatua o insulsa!
Lo dicono il fuoco che avvampa
sulle tenebre del mondo
quando sorgi o tramonti
e il tuo sorriso che tra le nuvole
appare triste e si nasconde.
Allora una pietà m’incombe
degli uomini che ti guardano
ti gustano
come terra di conquista.
Trasformano
la ragione del tuo esistere
in schiava da piegare
alle loro voglie mortali.
Negano il tuo respiro nel creato
contano le stelle una ad una
volano tra le nuvole e più felici si pensano.
Si dicono
nella loro lingua arida
immortali più di te.

Le parole in corsivo sono tratte sono tratte dal “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” del Leopardi.

  1. Tina Mannelli scrive:

    L’uomo vuole conquistare l’universo e non capisce l’errore che fa, la luna deve restare li solitaria e pallida amica degli innamorati e illuminare le notti e starsene tranquilla a riposare fra le stelle.
    Bellissimi questi versi sulla nostra luna. Penso che tutto sia finito solo che abbiamo lasciato le nostre tracce anche lassu’ Grazie Marcello, complimenti <3

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