Pessoa e Ophelia

Il festeggiato

Il mio omaggio a Fernando Pessoa, alla sua poetica, al suo amore, ai suoi dubbi, ai suoi tormenti. All’uomo Pessoa, alle storie senza tempo, alle nostre storie personali che si intrecciano con quelle del Poeta e con quelle senza tempo.

A Luigi Maria Corsanico, che ha letto in esclusiva questi versi, esprimo la mia profonda gratitudine per averli resi vivi con la sua voce  – che spesso si intreccia  con quella di Pessoa. È per me un onore che colui che legge le poesie dei più grandi poeti, con un gusto dell’arte, del bello e dell’armonia (gusto davvero difficile da riscontrare in altri) abbia apprezzato questi miei versi e li abbia voluti leggere a voce alta diffondendoli a tutti coloro che amano come lui la bellezza e l’armonia.

In appendice al testo della poesia, ho ritenuto opportuno qualche annotazione a chiarimento dei rimandi contenuti nei versi.

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(Cliccare per ascoltare la lettura dei versi)

In una bottega di libri usati, manuali per chiromanti
e vecchie carte geografiche
ho acquistato le poesie di Fernando Pessoa.
Un bel volume rilegato in rosso in un’ edizione del ‘67.
Sulla custodia di cartone robusto la foto color seppia
di Fernando in camicia candida e cravatta
con indosso un cappotto, il cappello a falde, gli occhialetti
e lo sguardo perduto alla ricerca di un senso
dentro il turbinare ancora vivo dei suoi dubbi
stupito dalle grida di rivolta della sua anima.
Non appena lo tiro fuori dalla custodia
mi scivola tra le mani
il foglietto pubblicitario che l’editore ha inserito
cinquant’anni prima.
Sul frontespizio del libro c’è annotato a matita
con la grafia lenta e chiara, che solo i morti hanno,
gli auguri della moglie /30.11
col tono amaro di una stanca constatazione
senza anno.
È il festeggiato che ha fermato sulla carta
la memoria del gesto? È rimasto sorpreso
dal regalo di Ophelia? Lei che trascorre
le sue giornate a chiacchierare con le amiche
a cercare un’amante a scavare nel tempo della sua felicità.
E la mattina del compleanno ha lasciato non vista il regalo anonimo
sulla scrivania ancora sgombra del marito
che si chiuderà nel silenzio della stanza a fingere
dolore, il dolore che davvero sente,
a leggere di un poeta che si dice guardador di greggi
come le greggi che sono nei suoi pensieri.
Poi nei suoi pensieri c’è anche Ophelia che lo ucciderà senza saperlo
donandogli la voglia di vivere, togliendogli i dubbi dell’esistenza.
Che triste storia narrano gli auguri al festeggiato.
Dopo questo regalo – ne sono certo – non ci fu più il tempo
di festeggiare altri anniversari. Adesso è qui
sotto i miei occhi sulla mia scrivania tra le mie mani
dentro il mio cuore con le sue grida amare.

NOTE

Il 30.11 è la data in cui morì Fernando Pessoa.

La figura della moglie del festeggiato fa eco alla figura della segretaria di Pessoa, Ophélia Queiròz, con la  quale il Poeta ebbe una relazione.

Pessoa di fronte alle insistenze della ragazza interrompe la relazione, Forse perché troppo timido o forse perché ha avuto paura di restare ingabbiato in una situazione di che non gli avrebbe consentito di vivere liberamente.
Il verso “donandogli la voglia di vivere, togliendogli i dubbi dell’esistenza” intende sottolineare proprio i timori del Poeta.

  1. paola scrive:

    Sicuramente era troppo timido. E bisogna dire che tanti Pessoa timidi camminano sull’asfalto odierno, un po’ in avanti e poi come i gamberi, all’indietro.
    Tutta timidezza!

Replica a paola