Autoritratto con ombra

Immagine

Qualcuno dagli occhi abbagliati
dall’insolita luce che dallo specchio
si riverbera nella stanza,
qualcuno che credevo svanito senza rimpianti
mi appare innanzi silenziosamente
nello spazio brunito dell’ombra
come l’argento della luna ai vetri della finestra.
L’immagine duplica se stessa
come se avesse un segreto
da svelare. Di chi?
Di me o dell’immagine di uno
che credevo morto?
Di profilo di fronte ci somigliamo,
siamo l’ombra l’uno dell’altro,
ma lui era nato per conquistare il mondo
con una pietà priva di lacrime,
non ha abbandonato mai nessuno
ma sa svanire
come svanisce la nuvola se non la guardo.
E adesso torna a cercare nel mio passato
con il suo sguardo che attraversa la nebbia
tra i suoi occhi e l’orizzonte.
Un vuoto una solitudine
penetra il mio cuore mentre mi guardano
un silenzio una traccia di un dolore represso.
Immagine della mia immagine
o verità che rifiuto di riconoscere?

  1. Paola Della Rossa scrive:

    Trattasi di uno specchio: è un attimo soltanto.
    Le immagini si confrontano, si misurano, si pesano.
    L’essere arrivati fin qui e il sentirsi diversi, depotenziati da quella partenza iniziale molto razionale, possente d’intenti, fa emergere una sorta di spaesamento interiore.
    Ma ci vedrei solo un attimo, un attimo che un certo percepirsi pessimistico ha colto in quel momento alzando il proprio dito indagatore, sempre inflessibile, non considerando che un cielo azzurro e pulito non sarà mai ostaggio di una piccola nuvola di passaggio.
    Leggerò volentieri di qualche tuo temporale.
    Per ora mi accontento delle nuvole. Sei grande!

    • Grazie sempre dei tuoi commenti, Paola. Sono riflessioni che meglio fanno comprendere il senso della poesia.
      Guardarsi allo specchio a volte ci fa scoprire aspetti di noi impensati (sempre che siamo attenti scrutatori). Nel mio guardarmi, lo so, rientra il mio innato pessimismo (o realismo nello sguardo alla condizione umana?).
      Grazie sempre della tua presenza!

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