Marcello Comitini, Rewind, 2015 (graphicart)

Rewind

Questo mattino si diffonde sulle case

con la pura sostanza del silenzio

la spalanca tra gli alberi li innalza

nella pallida luce del cielo.

Si stende lungo il fiume ancora buio

lacera lento il velo della notte

mescola i sorrisi col dolore

le nuvole con l’ombra e il sole coi riflessi

che sulle acque corrugate scoccano

lampi d’oscura gioia tra le opposte rive.

Alberi muti in lunghe file sino al mare

scuotono dai rami le ombre della notte

chiedono eternità lasciano cadere

le foglie bruciate dalla fiamma del sole.

S’accendono di verde le finestre delle case

gli uomini si disperdono nel filo delle strade

in una vita che oscura ricomincia nella quiete.

E si risveglia ancora la memoria della notte

pallida e inesorabile risale lungo il fiume.

 

  1. paola pdr scrive:

    E si riprende il filo dei ricordi che la notte ha solo messo in pausa.
    Ricordi in marcia, in un contenitore di sensazioni personali, raccontate e condivise. Gli occhi non sono tutti uguali ed è bello se un poeta ti racconta cosa vede.

  2. antonio sereno scrive:

    LAMPI D’ OSCURA GIOIA….
    ……………………………..
    UNA VITA OSCURA…….

    LA NOTTE SEMBRA RIPRENDERE FORZA E LA LUCE DEL GIORNO E’ NEL VERDE DELLE FINESTRE CHE SI ACCENDONO COME SE GLI ABITANTI PREFERISSERO NON USCIRE.

  3. giuliana scrive:

    Dilemmatica lotta tra luce e buio, bene e male, gioia, sia pure oscura, e dolore.
    Dualismo che si combatte nell’animo del poeta e si esprime metaforicamente con le immagini della notte che si ritira mentre il giorno avanza.
    La luce mattutina è caratterizzata dal silenzio che è silenzio interiore, anelito verso la luce piena e allora avanza tra i rami, scivola lungo il fiume, squarcia il velo della notte, intavola una lotta tra nuvole, ombra, sole e riflessi equorei. La natura cerca di ricacciare le ombre notturne, di far spazio alla luce del giorno, ma il ricordo della notte appena trascorsa stenta a cedere, risale inesorabile lungo il fiume.
    C’è una particolare attenzione ai suoni delle parole in questa splendida, sofferta poesia (suoni duri per le parole che rappresentano la notte, liquidi
    per quelli rivolti al giorno, alla luce).
    E si evidenziano tre luoghi che scandiscono lo scorrere e il passaggio del tempo (giorno – notte): il cielo che rappresenta l’immensità, l’infinito, l’eternità; il fiume ci parla dello scorrere della vita; il mare che è approdo, ricovero, porto; ed infine ancora il fiume che si lascia catturare dal ritmo inesorabile della vita, quasi una resa necessaria e inevitabile che ti conduce indietro attraverso la memoria.

Replica a antonio sereno