Alexander Daniloff, Gli innamorati, 2010

A sillabe in te

Le parole cresciute nel nido della mente

a sillabe incerte desiderose di cibo

volano lentamente in un cielo di nuvole

e si posano sui frutti maturi delle tue labbra.

 

Così le mie parole si fanno carne e sangue

bevono dai tuoi occhi sorsi d’infinito

cercano nelle tue braccia il candore delle mandorle

s’inebriano di sogni annegando nel tuo corpo.

 

Smarrito come in cielo svaniscono le ali

di uccelli che fuggono l’agonia del tramonto

nel solco profondo della tua anima inquieta

affondo le radici della mia solitudine.

 

Giunge la notte e la carezza del vento

semina di baci la sua pelle di muschio.

Nei suoni che le foglie pronunciano stormendo

alla luce tenera dei tuoi occhi d’autunno

 

ascolto la tua voce che pronuncia il mio nome.

* * *

Poesia vincitrice del I° Premio al Concorso Nazionale “Gaetano De Annuntiis” con la seguente motivazione:

“Così le mie parole in te si fanno carne”.

Con questo verso potente il Poeta sublimizza l’amore passionale per la donna servendosi della parola.

Parola “cresciuta nel nido della mente”, desiderosa di cibarsi di labbra turgide come frutti maturi, di occhi, braccia, corpo in un atto appassionato e carnale che nulla ha tuttavia di banale o di volgare.

Donna che ispira e genera la parola, questa che, in perfetta osmosi, plasma e anima il corpo dell’essere amato.

Una sensualità che traspare da ogni verso, misteriosa, muscosa, terrena, ma al contempo trascendente, che attraverso la musica dei versi, la scelta accurata delle parole, le originali metafore, timbra lo spessore di una Poesia matura, profonda, dallo stile personale e raffinato.

  1. Gabriella scrive:

    Una grande poesia d’amore che sottintende un grande amore con tutte le sue fratture, le sue contraddizioni, le sue ombre. Un amore profondamente umano e sensuale. Un amore, come hai scritto su fb, a modo tuo. Non retorico, sdolcinato, stereotipato. Un amore crudo e per questo percepibile come vero da chiunque viva nel mondo reale.

  2. paola pdr scrive:

    “Ascolto la tua voce che pronuncia il mio nome”.

    • Paola Pdr scrive:

      Sono tornata a leggere la tua poesia e mi sono sentita di aggiungere ancora una riflessione.

      A volte è doloroso stare accanto ad una anima inquieta perchè se la si sceglie come compagna non si comprende appieno il “limitato” beneficio che le derivi dalla nostra vicinanza.
      Eppure anche stimolante perchè certamente non esiste la noia e il discorso non langue.
      Ma la solitudine, avrà la forza e la voglia di vestirsi di tutta questa mercanzia inquieta e di farsi risucchiare profondamente le radici infreddolite? La solitudine ha freddo, ha sempre freddo.

  3. Emanuele scrive:

    Bella, come sempre.

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