Anonimo veneziano, Ritratto di Andrea Doria con gatto

Il Profeta

Scrutate ogni dettaglio
sui cartelli azzurri
che porto inalienabili
alla schiena e al petto
dei segnali chiari
d’eventi ineluttabili
che accadono accadranno
come ad ogni uomo
lungo la sua strada
nei solchi della vita.
Leggeteli, vi prego
nel venirmi incontro
per i sentieri miti della comprensione
della pietà e perdono
o gli aspri acciottolati
d’ira e di condanna
prima di parlarmi
prima di riversare
sulla mia mente stanca
tutte le vostre gioie
tutti i vostri sogni
i dubbi le certezze
saggezza ed esperienze.

Io non vi invidio
amo
il vostro essere umani
la vostra compagnia
i vostri occhi assenti
le circostanze e modi
che avete di sorridermi
le ombre proiettate
dai vostri corpi immensi
la luce sfolgorante
di anime felici.

Ma più amo il silenzio
della gatta pasciuta
dalle unghie aguzze
a trattenere il topo
dalla coda nervosa
che dritta sferza l’aria
in vista della preda
uscita dalla tana.
Padrona del mio animo
la silenziosa amica
l’amica che mi attende
che mi cammina a fianco
che mi vive dentro
che guida ogni mio passo
da cieco che il bastone
batte sull’asfalto
e ascolta la cicala
del semaforo verde
lo stridere di gomme
fermate dalla morte.

Tu mia sorella morte.
Mia angelica compagna
mia amante dell’amore
custode della vita
tu che le dita scarne
stringi sul mio braccio
come gli artigli freddi
di una madre celeste.

  1. paola pdr scrive:

    Come quel gatto trattiene la preda con le unghie e in questo si perpetua il movimento della vita e delle cose, così la morte, con le dita scarne, ci stringe il braccio con artigli freddi e “materni” perchè di fatto essa ci ha accompagnato in tutto il percorso vitale.
    “Si muore ogni giorno un poco….”
    Una visione interessante davvero.
    Pensavo: Per amare la vita bisogna amare anche la morte che rappresenta il suo epilogo.
    E se la vita avrà saziato le tue richieste la morte sarà un abbandonarsi lieve.

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