Guglielmo Amedeo Lori, Tramonto d'autunno-1904

Ponte (4 novembre 1966)

Nei tramonti le braccia che affondi nell’acqua s’arrossano
e coloro che ti percorrono invasi dal dolore
sentono vibrare la tua voglia di fermare
la malinconia che scorre
tra le dita sommerse nell’oscurità del fango.
Chi ti ha condannato ad affondare in eterno
le braccia aperte nell’attesa di un abbraccio
che non ti sarà mai reso, che si arresti
lo scorrere inarrestabile del tempo?
O di quella furia assai simile all’odio
che ti strapperà le braccia e il cuore?
Tra le acque e il cielo sventolano i loro fazzoletti colorati
treni e auto che passano senza fermarsi
E gli uomini ti attraversano
come mandrie legate ad un identico destino,
e mugghiano d’amore, a labbra chiuse.
Piangono la riva abbandonata per quel lungo viaggio
che ha un inizio e continua senza fine
e li riporta spesso alla stessa riva
calpestando a ritroso sino all’addio
le stesse pietre livide.

  1. Gabriella Barattia scrive:

    Una poesia intensa e accorata in cui rivive il dramma di Firenze . Giorni vivi per la mia generazione, giorni vivi per me che richiamano alla memoria ricordi molto personali. Ancora una volta il poeta ha saputo rappresentare il dolore della terra come un dolore umano.

  2. francesca scrive:

    intensa, molto bella

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