Acitrezza i faraglioni, 2015, digital art marcello comitini

Terrazza su Acitrezza

Dalla terrazza più alta della casa

unghia del dito sollevato al cielo

una musica lenta si diffonde e intorno

il verde cupo degli aranci.

Naufraghi d’una notte di stelle oscurate

offriamo i nostri corpi al sole appena apparso

tra le acque e gli scogli d’Acitrezza che dorme.

In lontananza neri sopra il mare

pescatori chini tra le spire di luce

raccolgono le reti imperlate di sale.

Vicina a me il vento ti agita i capelli

li trasforma in nastri profumati di alghe

e nei tuoi occhi versa gocce tremanti

di cielo e di mare.

Le tue braccia disegnano nell’aria

un arco infinito come l’orizzonte

e in loro chiudono i baci del mio desiderio.

È la tua voce arrochita nel canto

di una colomba che arruffa le penne

al tepore dei raggi.

Così ti vedo ragazza abbandonata

ai sogni nati al caldo di lenzuola

morbide e sfatte che portano le tracce

del nostro giovane ridere l’un l’altra.

 

  1. gabriella scrive:

    Lasci per un attimo i temi aspri dell’esistenza e ti ritrovi di fronte al tuo mare, tra il verde degli aranci con l’animo pieno di ricordi e di tenera passione . Più immediata rispetto alle poesie degli ultimi mesi, una poesia d’amore e di malinconia per la giovinezza fuggita.

  2. giuliana scrive:

    Ti aspettavo! hai completato l’opera in modo egregio. Da te ci si attende quest’atmosfera magica e solare, calda del calore del sole e dei corpi. Sempre più che bravo!

  3. Luciah Lopez scrive:

    La sua poesia è bella! abraços

  4. paola pdr scrive:

    Un quadro piacevole dove i personaggi minori non sono secondari: così ci si sofferma anche con lo sguardo sulle schiene curve dei pescatori e sulle penne arruffate di quella colomba, prima di riflettere su quanto l’amore sia un miracolo che rende speciale tutto quello che tocca.

Replica a giuliana