Eduard Boubat,Rémi ecoutant la mer, 1995

La musica

La musica zampilla limpida
dalla pietra sacra dell’essere
scende s’innalza con sussurri e fremiti
lungo i fianchi grevi della memoria.
Svela
senza passare per gli occhi
l’esatta geografia delle parole
le libera nell’ascolto
ne fa pura essenza
le inietta nell’azzurro vena dopo vena.
Come etere profondo
si spande lungo il corpo
lo dissolve nei margini fugaci
tra tempo e eternità.
Offre in dono alla mente
i turbamenti dell’anima,
i colori che sgorgano
tra buio e ricadute
di un canto ripetuto a bocca chiusa.
Svela
dove si accumulano
le ombre della mortalità
come fa il vento senza
che la carne si sfaldi
tra le dita del tempo.

Vaga nello spazio
si lacera a richiami non umani
di paure e di incubi
si riforma in luminosa essenza.
Si fa lieve
come nuvola nell’aria.
Svanisce.

Torna a illuminarci, lei consolatrice.
Lei pensoso incanto.

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  1. paola della rossa scrive:

    Se fossi musica ti farei un applauso…che bella dedica, che belle riflessioni
    Hai dedicato a questa meravigliosa realtà, a questa arte, dialettica – ci possiamo spendere tutte le parole possibili per parlare di lei – hai dedicato dicevo una poesia che trovo molto interessante da masticare piano, da visitare singolarmente, parola per parola.
    “zampilla, si lacera, si riforma….” come la vita. Parla di noi, ci riconosciamo in lei perchè probabilmente abbiamo un battito comune.
    Grazie per questa perla.

    • Grazie infinite, Paola, di questo dolce pensiero. Te l’ho già detto tutte le volte che leggo un tuo commento: ciò che scrivi ha la forza di far riflettere, come la tua riflessione sul battito comune alla musica e alla vita.

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